sabato 29 dicembre 2012

5000!


Quando ho aperto questo blog, l'ho fatto quasi per me stesso, per esternare e condividere con "quattro lettori" la mia enorme passione per il teatro d'opera nel secolo che storicamente più mi affascina. Mai avrei immaginato un tale numero di visite (chiamatemi ingenuo, ma per me è un grande risultato). E nel frattempo son cresciuto e maturato anche io, perché questo spazio è lo specchio della mia curiosità e della mia attività di ricerca e approfondimento.

Ringrazio i miei lettori fissi ed ormai affezionati (che portano molta pazienza, aspettando nuovi articoli che spesso si fanno desiderare a lungo) e tutti coloro che, per caso o per curiosità, sono capitati in questo spazio; se in voi è rimasto anche un solo  sorriso, un moto di sorpresa o una fugace emozione il mio impegno non è stato inutile. Col mio lavoro voglio dimostrare quanto l'opera sia un prodotto vivo e pulsante, creato da uomini e donne in carne ed ossa, con pregi e difetti, ardenti d'amore o rosi dall'invidia, capaci di motti arguti ed improvvise intemperanze...Le opere di Porpora, Vinci, Hasse, Galuppi, Gluck, Paisiello e tutti gli altri maestri del '700 sono ancora vive e valide, profonde e coinvolgenti nonostante il baratro temporale ed estetico che da esse ci separa. Lasciatevi conquistare :)



mercoledì 26 dicembre 2012

Il Teatro alla Moda: Agl'Impresari



Non dovrà l’impresario moderno possedere notizia veruna delle cose appartenenti al Teatro, non intendendosi punto di Musica, di Poesia, di Pittura, etc.
Fermerà, per broglio d’Amici, Ingegneri di Scene, Mastri di Musica, Ballarini, Sarti, Comparse, etc., avvertendo di usar tutta l’economia in queste persone per poter pagar bene i Musici e particolarmente le Donne, l’Orso, la Tigre, le Saette, i Lampi, i Terremoti, etc.
Sceglierà un Protettore al Teatro, col quale anderà incontro alle Virtuose che venissero d’altro paese, ed arrivate che siano, gliele consegnerà con loro Papagalli, Cani, Civette, Padri, Madri, Fratelli, Sorelle, etc. 

domenica 23 dicembre 2012

Johann Adolf Hasse: un ricordo


Il signor Hasse è così universalmente conosciuto sul continente per il suo talento, che non mi è ancora accaduto di parlare di lui con un esperto di musica che non lo consideri il più spontaneo, il più elegante. il più esperto compositore di musica vocale, ed anche il più fecondo compositore vivente - Charles Burney, 1773
Raggiungerò la gloria di tutti i grandi della mia patria, diventerò immortale come Handel e Hasse - Mozart, 1765

venerdì 14 dicembre 2012

Il Teatro alla Moda: Alle Cantatrici



In primo luogo dovrà la VIRTUOSA moderna incominciare a recitar sul teatro prima di toccar gli anni tredici, nel qual tempo non dovrà saper molto leggere, non essendo ciò necessario alle VIRTUOSE correnti; per tal effetto dovrà ben tenere a memoria alcune Arie vecchie d'Opera, Minuetti, Cantate, etc., facendosi sempre sentire con le medesime, e non avrà mai Solfeggiato né Solfeggerà mai, per non cader ne' pericoli detti di sopra al VIRTUOSO moderno.

mercoledì 12 dicembre 2012

Il Teatro alla Moda: A' Musici



Non dovrà il VIRTUOSO moderno aver Solfeggiato, né mai Solfeggiare per non cader nel pericolo di fermar la Voce, d’intonar giusto, d’andar a tempo, etc., essendo tali cose fuori affatto del moderno costume.
Non è molto necessario che il VIRTUOSO sappia leggere, o scrivere, che pronunzi ben le Vocali, ch’esprima le Consonanti semplici o replicate, che intenda il sentimento delle Parole, etc.; ma bensì che confonda Sensi, Lettere, Sillabe, etc., per far Passi di buon gusto, Trilli, Appoggiature, Cadenze lunghissime, etc. etc. etc.

domenica 9 dicembre 2012

Un'opera per l'arciduca


L'arrivo a Salisburgo nel 1775 dell'arciduca Massimiliano, ultimo figlio di Maria Teresa - e destinato a una folgorante carriera ecclesiastica - di ritorno a Vienna dopo un viaggio a Parigi, comportò l'organizzazione di un considerevole apparato celebrativo. Il Kapellmeister Fischietti e il giovane Mozart ebbero l'incarico di comporre due "serenate" per l'augusto ospite; i testi non potevano essere che di Metastasio: Gli orti esperidi - remoto lavoro del 1721 - per Fischietti e Il Re pastore per Mozart.

lunedì 22 ottobre 2012

Il Teatro alla Moda: A' Compositori di musica (2)


Pretenderà il Compositore moderno dall’Impresario (oltre l’Onorario) il Regalo d’un Poeta da potersene servire a suo modo; e subito composta l’Opera la farà sentire ad Amici, che nulla intendano, con l’opinione de’ quali regolerà Ritornelli, Passaggi, Appoggiature, Diesis enarmonici, Bmolli cromatici, etc.
Avverta il moderno Compositore di non trascurare il solito Recitativo sopra Cromatici o con Stromenti, obbligando perciò il Poeta (regalatogli come sopra dall’Impresario) a fargli una Scena di Sagrificio, di Pazzia, di Prigione, etc.
Non farà mai Arie con Basso solo obbligato, riflettendo che oltre ciò non essere più in costume, nel tempo che v’impiegasse, può comporne una dozzina con gli Stromenti.
Volendosi poi comporre qualche Aria con Bassi, dovranno questi formarsi di due o tre Note al più ribattute o legate in guisa di Pedale, avvertendo sopra ogni cosa, che tutte le seconde Parti siano di roba vecchia, Se l’Impresario poi si lamentasse della Musica, protesterà il Compositore che ciò fa a torto, avendo posto egli nell’Opera un terzo di Note più del solito, ed impiegatevi quasi cinquant’ore in comporla.

giovedì 18 ottobre 2012

Il Teatro alla Moda: A' Compositori di musica (1)

Eccoci al secondo capitolo della satira di Marcello, dedicato ai compositori. Non siamo più abituati a percepire il teatro d'opera come vivo e pulsante, ma piuttosto come reliquia di un passato lontano; molto raramente vedono la luce nuove opere, mentre all'epoca di Marcello vi era grandissimo fermento. La continua richiesta di drammi nuovi (non esisteva il concetto di repertorio) portò alla comparsa di un grande numero di compositori mediocri o, quando andava bene, buoni mestieranti, che costituivano un oceano di musicisti dal quale emergevano i grandi nomi che ancora oggi si ricordano. Marcello attacca questi mestieranti, li considera ignoranti e succubi ai capricci di virtuose, castrati e impresari; critica violentemente la musica priva di finalità drammatica volta al solo scopo di far sfoggiare le abilità tecniche dei cantanti, e l'uso esteso del "prestito" e del riciclo di musica già scritta (che è forse anche un tacito attacco contro Vivaldi)...tutte cause di appiattimento stilistico e decadimento qualitativo e drammatico.

giovedì 11 ottobre 2012

Il Teatro alla Moda: A' Poeti (2)


Avverta il buon Poeta moderno di non intendersi punto di Musica, imperciocché tale intelligenza era propria degli Antichi Poeti secondo Strabone, Plinio, Plutarco, etc., li quali non separarono il Poeta dal Musico, né ’l Musico dal Poeta, come furono Anfione, Filamone, Demodoco, Terpandro, etc. etc. etc.
L’Ariette non dovranno aver relazione veruna al Recitativo, ma convien fare il possibile d’introdurre nelle medesime per lo più farfalletta, mossolino, rossignuolo, quagliotto, navicella, copanetto, gelsomino, violazotta, cavo rame, pignatella, tigre, leone, balena, gambaretto, dindiotto, capon freddo, etc. etc. etc., imperciocché in tal maniera il Poeta si fa conoscere buon Filosofo distinguendo co’ paragoni le proprietà degli Animali, delle Piante, de’ Fiori, etc.

mercoledì 10 ottobre 2012

Il Teatro alla Moda: A' Poeti (1)


Finalmente entriamo nel vivo di questo ammirevole lavoro. Il primo capitolo (che per la sua lunghezza divideremo in due parti) è dedicato ai librettisti. La satira di Marcello si snoda attraverso una serie di ironici "suggerimenti" alle parti in causa, con riferimenti più o meno intelligibili a situazioni e persone reali (uno per tutti, l'Orso è Orsatti, impresario del Teatro di San Moisè). Il testo è chiaro e godibile, e non necessita spiegazioni. Una sola raccomandazione, valida per l'intero lavoro: non si consideri il Teatro alla Moda come una severa critica di un genere in decadenza, antesignano della "riforma" gluckiana (così venne interpretato dalla storiografia romantica). Accanto a questo aspetto "è anche testimonianza di una sgangherata, ma incoercibile vitalità, dimostrazione del fatto che, se pur in mezzo a quegli inestirpabili difetti, il melodramma rimane vivo e vegeto, forse la condizione stessa del difetto è intrinseca alla natura del teatro" (Dorsi, Rausa). 
Bando alle ciance, leggiamo Il teatro alla Moda!

domenica 7 ottobre 2012

Maestri dimenticati: Domenico Sarro (1679-1744)

Difficilmente il nome di questo musicista, da molto tempo caduto nell'oblio, ricorderà qualcosa di significativo alla maggior parte dei lettori. La sua musica si posiziona in un'epoca di transizione: da una parte lo stile elaborato di Alessandro Scarlatti (avremo modo in futuro di parlarne ampiamente), dall'altro il nuovo linguaggio di Vinci e Hasse. Non valse a molto lo sforzo di adattarsi alle nuove tendenze musicali; l'avvicinamento allo stile di Vinci gli portò più critiche che benefici, venne considerato un imitatore e Charles de Brosses lo definì "savant, mais sec et triste". 

mercoledì 3 ottobre 2012

Gluck in Francia (1): Iphigénie en Aulide

Dalla metà del '700 la tragédie lyrique, genere teatrale creato da Lully e plasmato sullo stile declamatorio della tragedia recitata, è in crisi. L'ultimo capolavoro nel genere, il Dardanus di Rameau, risale al 1739; da quel momento, ricevendo forti critiche dagli intellettuali illuministi, la tragédie cede sempre più terreno a favore dell'opera italiana e dell'opéra comique.  Dato che la musica doveva strettamente attenersi al testo, e vivere in sua funzione, la tragédie era percepita ormai come carente di interessi e stimoli puramente musicali, ed i recitativi apparivano eccessivamente formali e pomposi. Rousseau attaccò Lully e Rameau per non aver nemmeno colto (secondo lui) la vera essenza della lingua francese, che tra l'altro considera inadatta al canto, auspica il ricorso a melodie semplicissime, senza ampi salti, senza polifonia od elaborazioni puramente musicali. Per Gluck l'impresa si dimostrava ardua.

sabato 1 settembre 2012

"O virtù che innamora!": L'Artaserse


Febbraio 1730, stagione di carnevale. Al Teatro delle Dame di Roma va in scena con grande successo una nuova opera di Leonardo Vinci, apprezzatissimo compositore napoletano ben conosciuto dal pubblico romano. Tre settimane dopo al Teatro di San Giovanni Grisostomo (oggi Malibran) di Venezia il trentenne Johann Adolf Hasse, che già con diversi lavori si era fatto notare a Napoli, riceve un consenso straordinario. 
Il primo ha, senza saperlo, presentato la sua ultima opera: morirà pochi mesi dopo a soli 34 anni, in circostanze mai chiarite; per il secondo si spalancano le porte della fama europea. Cosa accomuna questi due lavori? Il libretto! Proprio il nuovo dramma di Pietro Metastasio, fresco di nomina quale Poeta Cesareo della corte di Vienna, viene musicato quasi contemporaneamente dai due musicisti: si tratta dell'Artaserse. Lanciato sulle scene da questi primi eccellenti compositori, il dramma conoscerà un successo clamoroso:  verrà infatti intonato, nel corso del secolo, da almeno ottanta musicisti tra i quali Gluck, Jommelli, J.C.Bach, Graun, Galuppi e Myslivecek, mentre Mozart ne utilizzerà i testi per diverse arie da concerto.

lunedì 20 agosto 2012

Vinci, Porpora e l'attentato del tabacco

Dalle Kritische Briefe über die Tonkunst (1760) di Friedrich Wilhelm Marpurg, critico, teorico musicale e compositore prussiano:

Leonardo Vinci e Nicola Porpora, due compositori italiani al loro tempo celebri, una volta, a Roma, in occasione del carnevale, dovevano rappresentare ciscuno due nuove opere di loro creazione. Ognuno di loro aveva il suo teatro; ognuno aveva la sua compagnia di buoni cantanti; ognuno aveva anche i propri sostenitori; erano gelosi entrambi l'uno dell'altro; e ognuno aveva la sua caffetteria dove si incontrava con i propri amici, per dare

sabato 4 agosto 2012

Storie dimenticate di donne all'opera [2]

Nell'articolo precedente abbiamo brevemente delineato le vite di due notevoli compositrici italiane; in questo la nostra attenzione sarà rivolta all'Austria, fertilissima terra che generò diverse dotate musiciste. Anche qui ci occuperemo di due tra loro, che particolarmente brillarono nel firmamento musicale anche se diverse loro composizioni sono oggi perdute, e dobbiamo accontentarci delle testimonianze e dei documenti dell'epoca.

venerdì 20 luglio 2012

Storie dimenticate di donne all'opera [1]




"Non ci sono donne compositrici, non ci sono state e non ci saranno mai". 
Così si espresse in un'intervista del 1920 Sir Thomas Beecham, influente direttore d'orchestra e compositore britannico. Frase dettata da gretta ignoranza - del passato - mista a malafede (compositrici importanti furono contemporanee di Beecham, come Cécile Chaminade), ma emblema di un problema generale piuttosto scottante, ossia il profondo maschilismo e la misoginia che affliggono la storia della musica. Le donne non hanno mai goduto di una buona considerazione nel mondo musicale: l'ideale della donna quale madre e moglie, custode del focolare domestico, comportava che fossero malviste donne libere, indipendenti, talvolta ricche come potevano esserlo le cantanti d'opera. La musica era un nobile passatempo per ogni fanciulla di buona famiglia, ma non doveva travalicare in una occupazione professionale che la potesse distrarre dal compito primario cui era destinata dalla "società naturale".

giovedì 1 marzo 2012

Europa riconosciuta: Salieri inaugura la Scala - La musica

video

Mentre te ne stai aspettando quando si dia il principio ascolti un tuono, poi uno scoppio di fulmine, e questo è il segnale perché l'orchestra cominci l'ouverture; al momento che s'alza il sipario, vedi un mare in burrasca, fulmini, piante sulla riva scosse dal vento, navi che vanno naufragando, e la sinfonia imita la pioggia, il vento, il muggito delle onde, le grida dei naufraganti; poco a poco si calma, si rasserena il cielo, scendono gli attori da una nave e il coro e alcune voci sole cominciano l'azione. Hai in seguito trionfi, armate schierate, 36 cavalli in ordine, combattimenti, incendi, lotte, anfiteatri con fiere, Fetonte che cade fulminato; è una lanterna magica di oggetti mal connessi, ma che obbligano a stare attento.

sabato 25 febbraio 2012

Europa riconosciuta: Salieri inaugura la Scala - Il libretto



Nel precedente post abbiamo visto come nacque il Teatro alla Scala, e come lo videro i contemporanei. In questa sede parleremo invece dell'opera inaugurale del nuovo gioiello milanese, un lavoro che piacque al pubblico ma che al contempo lasciò dubbiosi e insoddisfatti alcuni protagonisti della vita intellettuale e sociale, le cui osservazioni in merito sono giunte fino a noi tramite lettere, memoriali e pubblicazioni. In questa prima parte esamineremo il libretto di Europa riconosciuta.

domenica 19 febbraio 2012

Il Nuovo Teatro Ducale


Oggi continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei più importanti teatri del Settecento. La storia che stiamo per raccontare ci porta nella capitale del Ducato di Milano, in una fredda giornata del Carnevale 1776. Il tradizionale ballo del sabato grasso si era da poco svolto nel Teatro Regio Ducale (immagine sopra), una sfarzosa sala in legno  costruita all'interno di Palazzo Reale nel 1717, su progetto di Francesco Bibiena, con la collaborazione degli allievi Barbieri e Valmagini.

mercoledì 15 febbraio 2012

La primadonna: Nancy Storace


La vita di Ann Selina (detta Nancy) Storace è allo stesso tempo affascinante e misteriosa: fu tra le più apprezzate cantanti della sua epoca, lodata per le sue capacità attoriali, ma oggi ci è difficile darne un ritratto  come semplice donna, lontana dai palcoscenici, e molte domande rimangono senza risposta nella sua biografia.

domenica 5 febbraio 2012

Maestri dimenticati: il divino Boemo


Scorrendo la storia dell'opera nel XVIII secolo ci si imbatte, tra la folla di più o meno talentuosi autori, in alcuni compositori stranieri che in Italia ebbero grande fortuna. Alcuni mossero nel nostro paese i primi passi o raccolsero i primi successi operistici, come Gluck (con risultati invero piuttosto modesti), Mozart, Hasse e Johann Christian Bach; altri invece vi costruirono l'intera carriera e godettero di grande popolarità, ma vennero presto archiviati con il cambio del secolo e il tramonto dell'opera seria, loro linfa vitale.

giovedì 5 gennaio 2012

Un teatro per Versailles: l'Opéra Royal


La musica riveste un ruolo di primo piano alla corte del Re Sole. Luigi XIV ama i musicisti al suo servizio, li vuole sempre presso di sé, li colma di favori; assiste spesso ad esecuzioni e spettacoli, ed è egli stesso un ottimo musicista: suona il liuto, il clavicembalo e la chitarra, ha buon orecchio, sa cantare ed è un provetto ballerino. Il suo amore ha anche uno scopo politico: promuovere lo sviluppo delle arti francesi in concorrenza alla supremazia detenuta fino a quel momento dalla cultura italiana. Ironia della sorte è proprio un italiano naturalizzato francese, Jean-Baptiste Lully, a dare una spinta vigorosa alla musica e all'opera francese (la tragédie lyrique) componendo per il Re lavori teatrali, balletti, musica sacra e di consumo per le più svariate occasioni.