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domenica 9 dicembre 2012

Un'opera per l'arciduca


L'arrivo a Salisburgo nel 1775 dell'arciduca Massimiliano, ultimo figlio di Maria Teresa - e destinato a una folgorante carriera ecclesiastica - di ritorno a Vienna dopo un viaggio a Parigi, comportò l'organizzazione di un considerevole apparato celebrativo. Il Kapellmeister Fischietti e il giovane Mozart ebbero l'incarico di comporre due "serenate" per l'augusto ospite; i testi non potevano essere che di Metastasio: Gli orti esperidi - remoto lavoro del 1721 - per Fischietti e Il Re pastore per Mozart.

domenica 7 ottobre 2012

Maestri dimenticati: Domenico Sarro (1679-1744)

Difficilmente il nome di questo musicista, da molto tempo caduto nell'oblio, ricorderà qualcosa di significativo alla maggior parte dei lettori. La sua musica si posiziona in un'epoca di transizione: da una parte lo stile elaborato di Alessandro Scarlatti (avremo modo in futuro di parlarne ampiamente), dall'altro il nuovo linguaggio di Vinci e Hasse. Non valse a molto lo sforzo di adattarsi alle nuove tendenze musicali; l'avvicinamento allo stile di Vinci gli portò più critiche che benefici, venne considerato un imitatore e Charles de Brosses lo definì "savant, mais sec et triste". 

sabato 1 settembre 2012

"O virtù che innamora!": L'Artaserse


Febbraio 1730, stagione di carnevale. Al Teatro delle Dame di Roma va in scena con grande successo una nuova opera di Leonardo Vinci, apprezzatissimo compositore napoletano ben conosciuto dal pubblico romano. Tre settimane dopo al Teatro di San Giovanni Grisostomo (oggi Malibran) di Venezia il trentenne Johann Adolf Hasse, che già con diversi lavori si era fatto notare a Napoli, riceve un consenso straordinario. 
Il primo ha, senza saperlo, presentato la sua ultima opera: morirà pochi mesi dopo a soli 34 anni, in circostanze mai chiarite; per il secondo si spalancano le porte della fama europea. Cosa accomuna questi due lavori? Il libretto! Proprio il nuovo dramma di Pietro Metastasio, fresco di nomina quale Poeta Cesareo della corte di Vienna, viene musicato quasi contemporaneamente dai due musicisti: si tratta dell'Artaserse. Lanciato sulle scene da questi primi eccellenti compositori, il dramma conoscerà un successo clamoroso:  verrà infatti intonato, nel corso del secolo, da almeno ottanta musicisti tra i quali Gluck, Jommelli, J.C.Bach, Graun, Galuppi e Myslivecek, mentre Mozart ne utilizzerà i testi per diverse arie da concerto.

sabato 4 agosto 2012

Storie dimenticate di donne all'opera [2]

Nell'articolo precedente abbiamo brevemente delineato le vite di due notevoli compositrici italiane; in questo la nostra attenzione sarà rivolta all'Austria, fertilissima terra che generò diverse dotate musiciste. Anche qui ci occuperemo di due tra loro, che particolarmente brillarono nel firmamento musicale anche se diverse loro composizioni sono oggi perdute, e dobbiamo accontentarci delle testimonianze e dei documenti dell'epoca.

venerdì 20 luglio 2012

Storie dimenticate di donne all'opera [1]




"Non ci sono donne compositrici, non ci sono state e non ci saranno mai". 
Così si espresse in un'intervista del 1920 Sir Thomas Beecham, influente direttore d'orchestra e compositore britannico. Frase dettata da gretta ignoranza - del passato - mista a malafede (compositrici importanti furono contemporanee di Beecham, come Cécile Chaminade), ma emblema di un problema generale piuttosto scottante, ossia il profondo maschilismo e la misoginia che affliggono la storia della musica. Le donne non hanno mai goduto di una buona considerazione nel mondo musicale: l'ideale della donna quale madre e moglie, custode del focolare domestico, comportava che fossero malviste donne libere, indipendenti, talvolta ricche come potevano esserlo le cantanti d'opera. La musica era un nobile passatempo per ogni fanciulla di buona famiglia, ma non doveva travalicare in una occupazione professionale che la potesse distrarre dal compito primario cui era destinata dalla "società naturale".

martedì 22 novembre 2011

"Una porcheria tedesca": Osservazioni su La clemenza di Tito



Il 1791 è un anno cruciale, l'anno degli ultimi capolavori del genio salisburghese. Tra di essi si colloca senza ombra di dubbio La clemenza di Tito, opera celebrativa dell'incoronazione di Leopoldo II d'Asburgo a Re di Boemia, su un meraviglioso libretto di Metastasio (lodato, tra gli altri, anche da Voltaire) rimaneggiato per l'occasione da Caterino Mazzolà, poeta di corte a Dresda in prestito a Vienna dopo l'esilio di Da Ponte. 

mercoledì 14 settembre 2011

Nozze arciducali a Milano [1]: Il Ruggiero


Il 15 ottobre 1771 nel Duomo di Milano vengono uniti in matrimonio l'arciduca Ferdinando d'Asburgo, terzo figlio di Maria Teresa d'Austria e di Francesco I imperatore del Sacro Romano Impero, e Maria Beatrice d'Este, figlia ed erede di Francesco III ultimo duca di Modena e Reggio.
L'importantissimo evento, che porterà agli Asburgo il ducato, viene festeggiato con grande sfarzo, alla presenza della più alta aristocrazia.
Il programma dei festeggiamenti prevede, come di consueto, anche rappresentazioni teatrali nel Teatro Regio Ducale (la Scala ancora non esisteva): un'opera seria in piena regola - Il Ruggiero, ossia L'eroica gratitudine, con musica di Hasse  - e una "serenata teatrale" - Ascanio in Alba, su libretto di Parini e musica di Mozart.

domenica 11 settembre 2011

Giovanni Battista Pergolesi: L'Olimpiade





L'apparizione di Pergolesi sui palcoscenici italiani è stata fugace, ma ha lasciato un segno indelebile, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo dell'opera buffa, che assicurerà al Maestro di Jesi fama immortale già durante la sua breve vita.Ma all'epoca, la consacrazione di un operista passava attraverso gli aulici versi dell'opera seria. Tra di esse, l'Olimpiade, che ebbe il suo battesimo a Roma come prima opera della stagione di Carnevale 1735.